Da Randazzo in auto andate per la SS 116 Randazzo-Capo D’Orlando, dopo 15 km. circa, all’incrocio di località Favoscuro, svoltate a destra direzione Patti - Montalbano Elicona, al seguente incrocio località Polverello, andate sempre a destra direzione Montalbano E. Procedete sino al prossimo incrocio che indica la strada provinciale Tripiciana e andate in direzione Tripi. Dopo qualche chilometro arriverete all’incrocio che segnala la Riserva di Malabotta, sulla destra c’è un cartello con la mappa della riserva che indica l’inizio.
Procedete sino a trovare l’area di sosta per le auto. Parcheggiate e andate all’ingresso della riserva. Circa 900 metri più avanti c’è l’inizio dei sentieri del bosco di Malabotta. Noi consigliamo di prendere il sentiero N.1 perché cosi facendo andrete a percorrere il bosco in senso orario e avrete le vedute panoramiche circostanti, sempre di fronte al vostro senso di marcia. Quasi subito trovate i Patriarchi del Bosco (enormi querce secolari) poi monte Croce Mancina (il punto più alto della Riserva 1341 mslm) e Rocca Volturi.
Qui scavalcate il recinto servendovi della scaletta in legno che trovate sulla vostra sinistra e andate a vedere lo stupendo panorama che si prospetta dall’alto di Rocca Voturi. Ammirerete, da un lato le isole Eolie e dall’altro la maestosa figura dell’Etna. Riprendendo il cammino sul percorso n.1 si incontrerà Pizzo Petrolo e dopo un po’ sulla destra, l’incrocio che porta a scendere per un chilometro circa, sino ad incrociare il percorso N.3 qui proseguite sempre a destra per il precorso N.1. Quando arrivate alla caserma della Forestale, potrete scegliere di allungare il percorso andando a scendere verso valle risalendo poi al successivo incrocio. Oppure continuare (questa è la nostra scelta consigliata) fiancheggiando la costruzione della forestale. Da qui si và in salita sino a ritornare al punto di partenza dell’itinerario N.1 e all’area di sosta delle auto.
Lungo il ritorno potrete visitare il percorso delle Rocche dell’Argimusco. Vi troverete enormi megaliti cui si teorizza che nei tempi preistorici gli abitanti dei luoghi, praticassero riti sacri e propiziatori per la fertilità.