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Itinerari Mountain Bike

Itinerari e percorsi da fare in mountain bike su Etna Nebrodi Alcantara e Peloritani. I percorsi sono stati provati e testati da noi personalmente, ma possono avere subito variazioni causate da eventi esterni, quindi decliniamo ogni responsabilità in merito.



Itinerario consigliato n. 1 - Pirao Monte Spagnolo Etna

Luogo: Etna; Difficoltà: Media; Durata in Bike: 3/4 ore circa; Lunghezza del percorso: 30 km circa; Dislivello: da 750 a 1500 mslm; Per raggiungere l’itinerario: 10 km;

Da Randazzo bisogna andare sulla strada provinciale “Panoramica di Quota Mille” in direzione Linguaglossa. Dopo qualche chilometro, in zona Pirao, sulla destra incrocerete una strada asfaltata al cui inizio è posto il cartello del Parco dell’Etna. Prendete quella strada cominciando a salire per circa 4 km, quindi cercate a destra la strada sterrata che conduce alla sbarra del Demanio forestale. Qui comincia l’escursione su strada sterrata. Subito sulla vostra destra incontrerete il rifugio Pirao (1070 m. s.l.m.), dove sarà possibile andare ad ammirare il magnifico panorama di Randazzo e della sua valle, posta al centro dei tre parchi (Etna, Nebrodi e Alcantara).

Proseguendo la strada sterrata, si sale fra castagni e pini in una serie di tornanti fino ad incrociare un crocevia, andate a destra in direzione di monte spagnolo. Si continua salendo e si attraverseranno le colate laviche 1981. Dopo le lave del 1981 e attraverserete un magnifico bosco di faggi e poi arriverete al rifugio della forestale di Monte Spagnolo (1540 m. s.l.m.). Qui potrete effettuare una bella sosta. Dopo la sosta ritornate indietro e subito dopo appena 50 mt cercate sulla vostra destra, una pista che condurrà nuovamente sulle colate laviche del 1981 dove potrete vedere le affascinanti bocche eruttive a bottoniera, che si sono aperte per far fuoriuscire il magma.
Dopo avere ammirato le bocche a bottoniera ed attraversato il paesaggio lunare della lava del 1981,potrete decidere se andare verso destra, per allungare il percorso lungo verso il monte Santa Maria e l’omonimo rifugio (1600 m. s.l.m.), oppure andare a sinistra e cominciare a scendere in direzione del rifugio Saletti e della Cisternazza (cisterna con edificio circolare). Da qui, riprendendo il cammino sulla pista sterrata riscenderete nuovamente sino al rifugio Pirao e al punto di partenza.




Initerario consigliato n. 2 - Monte Maletto grotta delle Vanette Etna
Luogo: Etna; Difficoltà: Molto impegnativo; Durata in Bike: 4/5 ore circa; Lunghezza del percorso: 31 km circa; Dislivello: da 626 a 1726 mslm;

Da Randazzo centro andate in direzione Bronte, passerete sotto un ponte che fa da collegamento tra le abitazioni dei Salesiani e l’oratorio. Dopo il passaggio sopraelevato, ci sono due curvoni e subito dopo a sinistra una traversa che dovete imboccare. Siamo in via Torre da qui si esce dalla città in direzione dell’Etna. Dopo essere usciti dall’abitato il successivo incrocio interseca una strada provinciale che va per Linguaglossa. Attraversate l’incrocio e andando dritti, (sulla destra vedrete degli abbeveratoi). La strada va subito a salire sensibilmente e dopo un paio di chilometri, quando si comincia a scendere leggermente, c’è un lungo rettilineo alla fine del quale, sulla sinistra e prima della curva, c’e la strada che porta a Bosco Nave.

Da questo punto in poi la strada è sterrata, dopo di che girate a desta dopo un centinaio di metri troverete il cancello di Bosco Nave. Superato il cancello la strada comincerà quasi subito a salire con pendenze notevoli. Incontrerete una casa forestale sulla sinistra, e dopo tre chilometri circa di salite troverete il rifugio di Bosco Nave. Questo è il posto ideale per fare una prima sosta con visita al rifugio e agli ambienti circostanti.

Riprendendo il camino, dopo appena altri cinque o seicento metri di salita, arriverete sulla Pista Altomontana dell’Etna, di fronte troverete un cartello in legno che indica le direzioni: voi dovete andare a destra in direzione Monte Maletto. Da qui, farete più o meno tre chilometri sino ad incontrare sulla sinistra il cartello che indica il Rifugio Monte Maletto. Quindi proseguite a sinistra in direzione del cartello e dopo un chilometro circa troverete il rifugio.

Fate un'altra bella sosta e poi ritornate a salire per la strada che avevate lasciato perché dopo un paio di centinaia di metri finisce la salita e dopo un altro paio di centinaia di metri su strada pianeggiante, sulla vostra destra, incontrate la strada che incomincia a scendere riportandovi sulla pista Alto montana. Verso metà discesa, se state attenti, troverete sulla vostra destra un mucchietto di pietre con un bastone sopra. Questo è il segnale che indica che siete vicino a una piccola grotta di natura vulcanica, chiamata delle Vanette. Addentrandovi sulla destra in direzione del segnale potrete andare a vedere la grotta.

Dopo la visita alla grotta, continuate a scendere sino a incrociare la pista Altomontana, andate a destra cominciando così la via del ritorno. Dapprima passerete davanti al cancello forestale che porta a Case Pappalardo e poi davanti ad altri piccoli cancelli di legno. Voi dovrete continuare ancora sino ad arrivare al cancello da cui vi siete immessi precedentemente sulla pista e cioè dove c’è il cartello che indica la direzione. Andate a sinistra cominciando a scendere facendo a ritroso il percorso fatto all’andata. (Per maggiore sicurezza, vi ricordo che finita la discesa arrivate di nuovo al cancello di Bosco Nave e dopo il cancello dovete andare ancora a destra sino a ritrovare la strada asfaltata.)


Itinerario consigliato n. 3 - Riserva di Malabotta La Foresta Incantata  Nebrodi Peloritani

Luogo: Nebrodi Peloritani; Difficoltà: Media; Durata in Bike: 5/7 ore circa; Lunghezza del percorso: 55 km circa; Dislivello: da 750 a 1351 mslm; Per raggiungere l’itinerario: 20 km;

Note: Itinerario di grande intensità panoramica, con un tratto di 5 km. circa, con grande variazione altimetrica. Il percorso si snoda per il 60% su sterrato, 10% su strada mista di sterrato ed asfalto ed il 30% su strada asfaltata. Infine, 3 km. di single trek con attraversamenti di torrenti.
Inizio itinerario: dal centro di Randazzo, bisogna andare in direzione est e cioè verso Fiumefreddo. Quando si sta per uscire dal centro abitato, in prossimità delle ultime case, c’è un bivio e bisogna andare a sinistra, in direzione Mojo Alcantara. Procedere per questa piccola provinciale sino a Mojo Alcantara e arrivati a Mojo A. seguire la segnaletica per andare a Malvagna. Arrivati a Malvagna, bisogna attraversare in centro abitato e andare in direzione del locale cimitero. Accanto alla porta centrale del cimitero c’è una strada ed è da lì che si deve continuare a salire. Dopo km 2 circa, sulla destra si troverà l’imbocco di una pista sterrata (accanto ad un cartello grande che indica l’inizio della Riserva Naturale del Bosco di Malabotta). Subito dopo, a 100 metri, girare a destra sino al cancello di ferro, attraversare il cancello e andare subito a sinistra (si passerà oltre una sbarra di ferro).

Da qui comincia il tratto più impegnativo dell’itinerario, poiché in meno di 5 km. si sale circa 500/600 metri di quota. Arrivati in quota, si incontra un'altra sbarra di ferro e si va subito a destra e si prosegue sino al bivio seguente, dove si andrà a sinistra. Qui si entra nel vivo del Bosco Incantato. Si incontreranno i famosi enormi querce secolari chiamate i Patriarchi del bosco ed anche tanti Pizzi e Rocche, alture tipiche della zona. Un posto da visitare obbligatoriamente e l’altura di Pizzo Voturi, da dove, nelle giornate prive di foschia si potranno ammirare con la costa Tirrenica, le isole Eolie e dal lato opposto, l’imponente sagoma del vulcano Etna.

Riprendendo il percorso si arriva in una piccola area attrezzata con tavoli e panchine in legno. Questo è il punto di inizio di tutti gli itinerari del Bosco. Qui bisogna girare a sinistra imboccando l’itinerario N. 1 del bosco e si prosegue sino ad un casermetta della forestale abbandonata. Oltre la casermetta, si può continuare sia a sinistra (la via più lunga) che a destra (la più breve). Se si sceglie la via di sinistra si andrà di nuovo a salire per 1 km. circa, sino ad incontrare sulla destra, due colonne in muratura. Si oltrepassano le colonne e ci si butta giù, in picchiata, sino ad arrivare in prossimità del torrente Licopeti. (La via più breve evita la salita e porta allo stesso punto della lunga).

Al torrente si gira a sinistra per l’itinerario N. 2 del bosco. Questo tratto del percorso è particolarmente bello perché ci sono brevi passaggi di single-trek che fanno fiancheggiare ed attraversare in più punti, il torrente Licopeti. Finito il sentiero sterrato si esce su una strada asfaltata e si va a sinistra in direzione Roccella Valdemone. Si attraversa l’abitato di Roccella V. e si và subito in discesa per l’unica strada che porta a Mojo Alcantara. Da qui, facendo a ritroso il percorso dell’andata, si ritorna al punto di partenza dell’itinerario, Randazzo.

Nota importante: in caso di avverse condizioni meteorologiche è sconsigliato affrontare il percorso senza una guida esperta, poiché il particolare microclima della Riserva di Malabotta tende sempre a creare folte nebbie che rendono quasi impossibile l’orientamento.
 


Itinerario consigliato n. 4 - Rocca Bellia Monte Colla Nebrodi

Luogo: Nebrodi; Difficoltà: Impegnativo; Durata in Bike: 2/4 ore circa; Lunghezza del percorso: 25 km circa; Dislivello: da 750 a 1500 mslm; Per raggiungere l’itinerario: 1 km;

Dal centro storico di Randazzo, tramite la centrale via Umberto arrivate alla Porta di San Martino. Oltrepassate la porta e andate subito a destra per via Pozzo. Scendete per via Pozzo e dopo un centinaio di metri trovate un bivio, andate a destra passando un piccolo ponte e continuate sino ad uscire completamente dall’abitato. In prossimità della fine dell’abitato, continuate per la strada asfaltata principale, questa vi porterà all’inizio della salita che porta in zona Rocca Bellia e successivamente a Monte Colla.

La strada sarà asfaltata ancora per un paio di chilometri dopodiché comincerà la strada sterrata e dei duri tratti in salita. Salendo non dovete abbandonare la strada principale fino a che arrivate all’abbeveratoio chiamato del Montone. Procedete oltre, seguendo la strada sulla destra e dopo circa 500 metri, sulla destra troverete un cancello che porta giù a valle verso il fiume Alcantara. Passate il cancello e cominciate a scendere. La discesa sarà lunga 5 km circa, sino al fiume dove, una volta arrivati andrete a cercare il ponticello di cemento che attraversa il fiume Alcantara.

Oltrepassate il ponte e da li inizia la strada che porta all’altro versante delle montagne e all’area attrezzata di Santa Maria del Bosco. Dopo un po’ di salita troverete la strada interrotta da una grossa frana e superatela con molta cautela seguendo il sentiero e le indicazioni create dalli uomini della Forestale. Superata la frana si arriva quasi subito all’area attrezzata di Santa Maria del Bosco dove potrete fare una bella sosta.
Fatta la sosta e una visita all’area attrezzata riprendete il cammino, e dopo essere usciti dal cancello troverete un piccolo bivio. Qui, dovete andare a scendere verso destra per la parte finale del percorso fino a ché, dopo un paio di chilometri, troverete un altro cancello da oltrepassare. Da qui ci saranno gli ultimi chilometri per rientrare a Randazzo che sicuramente avrete già visto dall’alto della vostra posizione panoramica.




Itinerario consigliato n. 5 - Santa Maria del Bosco Nebrodi

Luogo: Nebrodi; Difficoltà: Facile; Durata in Bike: 2/3 ore circa; Lunghezza del percorso: 22 km circa; Dislivello: da 750 a 1350 mslm; Per raggiungere l’itinerario: 1 km;

Da Randazzo si và all’incrocio che porta alla SS 116 Randazzo Capo D’Orlando, si imbocca la statale attraversando il ponte sul fiume Alcantara e dopo questo alla seconda curva si svolta a sinistra, qui si troverà un cartello che indica l’inizio della strada che conduce a Santa Maria del Bosco. La strada è stretta ed asfaltata, tranne per dei brevi tratti che sono in terra battuta. Arrivati davanti al cancello di ingresso di Santa Maria del Bosco, inizia il percorso interamente su sterrato.
Superato il cancello, bisogna decidere il senso di marcia quindi se andare dritti e fare il giro in senso orario o andare a destra per percorrere l’itinerario in senso antiorario. Noi consigliamo di andare subito a destra e fare il percorso in senso antiorario sarà più duro dato che va subito a salire, ma lo sforzo maggiore vale la pena perché percorrendo l’itinerario in questa direzione si avrà sempre più visuali dei panorami circostanti. Arrivati in quota troverete un incrocio con dei cartelli in legno che indicano la direzione per Santa Maria del Bosco. Cominciate a scendere verso sinistra sino ad arrivare all’innesto che porta all’area attrezzata di Santa Maria del Bosco. Qui troverete sevizi igienici, acqua, panche per il picnic e tutto è mantenuto con molta cura. Fatta la sosta e la visita dell’area attrezzata, si torna indietro e all’incrocio da dove siete arrivati, andrete a destra cominciando la discesa per il ritorno.

L’ambiente e le specie arboree predominanti sono fitti boschi di roverella, qualche acero, pini e pioppi che fanno paesaggio forestale molto vario. A completare tutto, ci sarà la bellissima visione della vallata del fiume Alcantara che si va ad incastonare nel paesaggio dell’Etna e si integra con una magnifica vista dall’alto della città di Randazzo




Itinerario consigliato n. 11 - Tour dei laghi Nebrodi

Luogo: Nebrodi; Difficoltà: Molto impegnativo; Durata in Bike: 4/5 ore circa; Lunghezza del percorso: 60 km circa; Dislivello: da 750 a 1435 mslm;
Partenza: Bivio ss.116 Randazzo-Capo D’Orlando.
Quota massima:Lago Tre Arie 1435 mslm
Ciclabilità: 99%
Note: Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico. Il percorso si snoda al 90% su sterrato il 10% su strada asfaltata. Non è necessario avere grandi scorte idriche, poiché ci si può rifornire a Floresta e a Maniace presso il Castello Nelson.
Itinerario:
Da Randazzo si và all’incrocio che porta alla SS 116 Randazzo Capo D’Orlando, si imbocca la statale attraversando il ponte sul fiume Alcantara e dopo questo alla seconda curva si svolta a sinistra, qui si troverà un cartello che indica l’inizio della strada che conduce a Santa Maria del Bosco. La strada è stretta ed asfaltata, tranne per dei brevi tratti che sono in terra battuta. Arrivati davanti al cancello di ingresso di Santa Maria del Bosco, inizia il percorso interamente su sterrato.

Dopo il cancello si continua dritti in salita, passando per l’area attrezzata di Santa Maria del Bosco sino a scollinare su una frana avvenuta qualche anno fà. Dopo la frana si va a scendere in picchiata fino a contrada San Giacomo. Da qui, costeggiando la riva del fiume si arriva ad un ponticello e dopo averlo attraversato, si va a destra in direzione Floresta. A Floresta, comune più alto della Sicilia, si potrà fare una prima sosta per degustare i prodotti tipici locali, a base di provole, ricotta infornata, salame di suino nero dei Nebrodi, pane casereccio e vino rosso.

Dopo il gradevole ristoro, da Floresta si andrà in direzione Tortorici e dopo un paio di chilometri, svoltando a sinistra, si andrà a rientrare nelle piste sterrate del parco e quindi, al primo lago del nostro itinerario il lago Pisciotto, ricco di fauna selvatica ed acquatica di vario genere. Dal lago sarà possibile arrivare al punto di nascita di un altro importante fiume siciliano, il Simeto e dalle sorgenti del Simeto, si va in direzione del Lago Tre Arie, bellissimo invaso naturale meta invernale di tante specie di uccelli migratori.
Poco distante del lago Tre Arie, passa la dorsale dei Nebrodi e tramite questa si arriva facilmente al lago Cartolari, dove con un po’ di fortuna si potrà ammirare qualche bellissimo esemplare di aquila reale, di gatto selvatico e sicuramente gli splendidi cavalli neri SanFratellani. Dal lago Cartolari si va in discesa verso valle e il paesaggio si fa bellissimo. E’ un insieme di querce, abeti, pini, pioppi, aceri e peri selvatici.
All’indicazione Case San Paolo si svolta a destra, fino al grazioso laghetto San Paolo e poi alle Case San Paolo, di proprietà della forestale. Da qui si ricomincia ad ammirare l’Etna, con tutt’attorno i suoi piccoli monti (di origine vulcanica) , i monti Spagnoli, Maletto ed il monte Egitto. Dopo il guado di diversi ruscelletti e rigagnoli d’acqua, si arriva al torrente Della Saracena (un affluente del Simeto), al rifugio Chiusitta ed all’area attrezzata di Margio Salice, nel demanio delle Caronie. Continuando a scendere, sulla destra, si vedrà la Segheria, un grosso deposito legnami di proprietà demaniale. Finita la discesa, si entra nell’abitato di Maniace ed al primo bivio si svolta a destra, prendendo la strada che porta alla Ducea di Nelson (antico monastero, donato da Ferdinando I di Borbone, nel 1799, all’Ammiraglio Horatio Nelson, il quale gli aveva salvato la vita ed il trono).
Qui è d’obbligo un visita al castello.
Uscendo dalla Ducea di Nelson si va fino al alla ss120 e si gira a sinistra in direzione Randazzo, da qui rimangono gli ultimi 15 chilometri da fare, tutti in asfalto.






Itinerario N.12 Randazzo Bronte Piano dei Grilli Galvarina (Etna Nord)

Questo percorso parte da Randazzo ed è fatto appositamente per godere del bellissimo paesaggio dei monti Nebrodi, della valle del Simeto e di una bellissima vista dall'alto su Bronte, la città del pistacchio.



I primi 20 km circa si svolgono su asfalto, fino a Bronte, tramite la SS120 fino al casello ANAS di Mangia Sarde, poi si svolta a sinistra passando nella zona di produzione delle rinomate "fragole di Maletto". Da qui, all'incrocio successivo si va a destra e attraverso strade secondarie, si arriva direttamente a Bronte, dove comincia la salita verso l'Etna.

 

Il percorso è molto impegnativo dal punto di vista fisico in quanto si affrontano 20 km circa di salita. Si va dai 600 mslm circa di Bronte, fino ai 1900 mslm del rifugio Galvarina, sulla pista Altomontana dell'Etna.
 








 

Si raccomanda:
  • Un abbigliamento adeguato perché c'é sempre una notevole escursione termica.
  • Una sufficiente scorta di cibo e acqua dato che nel parco dell'Etna non ci sono punti di rifornimento.
  • L'ultimo punto utile per rifornirsi di cibo e acqua si trova a Bronte, sulla strada prima si cominciare la salita verso piano delle Ginestre.
Case Zampini 
Rifugio Galvarina